Che cosa sono le Società Benefit: vantaggi, requisiti e obblighi

C’è un nuovo modello di azienda che sta emergendo sempre di più, in Italia ed all’estero. E’ quello delle Società Benefit (e BCorp) che affiancano all’obiettivo del profitto quello di avere al contempo – con pari rilevanza – un impatto positivo sulla società, scegliendo un modello di business più responsabile. Anche noi di Merakyn – in quanto Società Benefit – abbiamo scelto questo approccio, per generare valore interno ed esterno al nostro team con l’impegno di tutti i giorni.

Il benessere dei dipendenti, l’attenzione a sprechi e inquinamento, la responsabilità sociale d’impresa e le sue implicazioni etiche sono aspetti attuali e rilevanti a cui le Società Benefit rispondono organizzandosi in favore del bene comune.

Oggi in Italia ci sono più di 2.600 società benefit (il 300% in più rispetto al 2020) le cui azioni portano beneficio a persone, comunità, territori e ambiente, ma anche a beni e attività culturali, sociali e così via. Ma cos’è davvero una società benefit? Ha degli obblighi? E vale davvero la pena diventarlo?

Nelle righe a seguire abbiamo voluto condividere alcune informazioni per spiegare meglio questa tipologia di azienda con il supporto delle nostre Sustainability Consultant Erika Francescon (docente alla Sole 24 Ore Business School ed al contempo CoFounder di SustainMe) e Miriam De Marzo. Con loro (ed insieme ad un network più allargato di professionist* in base alle competenze specifiche) sviluppiamo strategie, processi e più in generale servizi di sostenibilità a favore delle imprese con cui collaboriamo.

Siamo confidenti che troverete molto utili le informazioni che abbiamo raccolto in questo articolo, anche se è giusto un’introduzione, quindi buona lettura!

Che cos’è una Società Benefit

Abbiamo detto che le società benefit si occupano di obiettivi sociali oltre quello del profitto, ma cosa le identifica di preciso? In realtà è molto semplice: si tratta di una figura giuridica, proprio come s.r.l oppure s.p.a.

In Europa è rimasta a lungo una novità: l’Italia è stato il 1° Paese fuori dagli U.S.A. (dove è nato il movimento delle Benefit Corporation) a introdurre la Società Benefit, con una legge di bilancio del 28 dicembre 2015 (la legge 208 per l’esattezza). La società – quando diventa benefit – deve comunicare ciò nella propria stessa dicitura d’azienda. Ad es. Merakyn è “burocraticamente” riconosciuta come “Merakyn srl Benefit” (società benefit a responsabilità limitata). È quindi un’opzione che lo Stato fornisce all’azienda per identificarsi come tale.

L’innovazione è abbastanza rivoluzionaria perché è la prima volta che una forma societaria permette di porre condizioni rilevanti al management ed alla direzione aziendale (Admin e CDA) al fine di auto-vincolarsi ad obiettivi non solamente di business ma anche di impatto sociale. Le conseguenze di non rispettare uno dei due impegni hanno potenzialmente lo stesso “peso” di rilevanza, in quanto un Admin può essere ad es. “richiamato” se non rispetta gli obiettivi del bene comune, nonostante l’impresa sia in crescita positiva. 

La Società Benefit non richiede in ogni caso particolari certificazioni come succede, invece, per le B Corp (che ha vincoli maggiori). Nelle prossime righe spiegheremo meglio questo concetto. Oltre a ciò possiamo anche evidenziare che le Società Benefit devono appunto identificare un beneficio comune a cui puntare (oltre agli obiettivi di business) e questo permette e vincola l’azienda ad utilizzare un sistema di analisi del proprio impatto.

Puoi approfondire molte delle informazioni di cui parliamo in questo articolo tramite l’esempio concreto della nostra agenzia visitando la sezione “impatto” sul sito di Merakyn, in cui trovi sia l’oggetto sociale aggiornato dell’azienda e beneficio comune, ma anche la nostra più recente relazione d’impatto.

Spesso viene consigliato ed utilizzato a tal proposito il framework ESG – Environmental – Social – Governance che permette di “guidare” l’azienda secondo le macro-aree da attenzionare per generare un impatto sociale ed ambientale. Questa struttura spesso viene associata agli SDGs, altro framework realizzato dalle Nazioni Unite.

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La differenza tra Società Benefit e BCorp

Forse ti stai chiedendo: “Società Benefit e BCorp non sono la stessa cosa? Eppure sembrano perseguire obiettivi molto simili”. In effetti è così, ma la differenza è comunque notevole.

Una B Corp è infatti certificata come tale dall’organizzazione internazionale B Lab, che stabilisce una serie di criteri, assegna un punteggio sulla base delle caratteristiche dell’azienda e richiede la stesura di una dettagliata relazione annuale (un report annuale, meno strutturato, è richiesto anche alla Società Benefit). “Società benefit” è invece la figura giuridica che inquadra nell’ordinamento italiano un’azienda che vuole agire nell’interesse comune. Per diventare Società Benefit non serve essere una B Corp. E’ vero invece il contrario, ossia – almeno in Italia – un’azienda per diventare una B Corp deve essere anche già Società Benefit oppure deve fare il passaggio entro 2 anni circa.

I requisiti per diventare B Corp sono sicuramente più alti, tra i diversi passaggi c’è da evidenziare in partenza un questionario di circa 200 domande molto puntuale che verifica diversi aspetti dell’organizzazione candidata a diventare una B Corp. Mentre per una Società Benefit è sufficiente dimostrare che la vendita di prodotti e servizi è costruita anche come un mezzo di creazione di valore per la comunità. Ciò lo si dimostra con dei vincoli comunque obbligatori anche per la Società Benefit: inizialmente un cambio di statuto che permetta di inserire il beneficio comune, dopodichè annualmente tramite una relazione d’impatto che deve riportare quanto realizzato.

In sintesi, possiamo dire che “Società Benefit” è la dicitura ufficiale per lo Stato italiano, mentre per “BCorp” si intende una certificazione indipendente e internazionale, con requisiti diversi. Sono quindi due strumenti complementari per le aziende che si vogliono trasformare sulla base del concetto di “impatto”: in un caso si agisce a livello giuridico (sullo statuto) e nell’altro si agisce sulla strutturazione dell’intera società (certificazione).

Perché diventare Società Benefit?

Le Società Benefit sono certamente una novità al passo coi tempi, ma vale davvero la pena diventarne una? La risposta a questa domanda dipende molto dai propri obiettivi aziendali ed anche dai valori personali come imprenditore.

Un business più organizzato e consapevole

Diventare “Società Benefit” significa ridefinire la propria impresa in ottica più sostenibile, adottando un approccio sistemico che richiede e prevede azioni e miglioramenti in diversi ambiti del proprio business. 

Ad esempio, potresti rendere più efficienti le spedizioni, più ecologici gli imballaggi e più rilassato l’ambiente di lavoro per il tuo team. Così facendo è probabile che tu riesca a migliorare la tua attività con monitoraggi e valutazioni più frequenti, oltre a rimanere competitivo, entrando in un network di aziende che condividono i tuoi valori e i tuoi obiettivi.

Solitamente le imprese che investono in sostenibilità, welfare e comunque nel bene comune, generano infatti anche migliori risultati nel business perché diventano più competitive attraendo più facilmente i talenti. In particolare le nuove generazioni (Gen Z e non solo) scelgono l’azienda molto spesso in base al suo scopo e impegno nel sociale, facendo attenzione alle condizioni di lavoro e alla sensibilità aziendale del nuovo posto di lavoro.

Nuovi equilibri, responsabilità e diritti

La Società Benefit prevede precise responsabilità dei manager, equilibrando gli interessi finanziari con quelli non finanziari in caso di decisioni importanti come potrebbero essere la vendita o le quotazioni in borsa. In più, la responsabilità che ci si assume una Società Benefit può essere un elemento rilevante per gli investitori che desiderano vedere la mission aziendale mantenuta intatta nel futuro.

Questi elementi sono comunque quasi totalmente definibili in maniera personalizzata nel momento in cui si aggiorna lo statuto della società inserendo il beneficio comune e il proprio “regolamento” come Società Benefit. A questo punto non ci resta che dare uno sguardo ai passaggi necessari per diventare una Società Benefit.

Come si diventa Società Benefit

Riportiamo qua di seguito in sintesi i diversi passi per realizzare questa trasformazione aziendale. Naturalmente questi passaggi prevedono un impegno di consulenze diverse ed anche di tempo dedicato da parte dell’impresa e relativi soci. Nel caso della Società Benefit evidenziamo in ogni caso che è tutto molto più ridotto rispetto all’impegno presente per le BCorp.

    1. La prima cosa che va fatta per diventare Società Benefit è definire i propri obiettivi di sostenibilità ed impatto sociale come azienda. Questa è un’attività di assessment che tramite le nostre Sustainability Consultant facciamo proprio come prima attività nei confronti delle aziende che vogliono intraprendere questo percorso.
    2. Ciò è propedeutico per poi effettuare il passaggio con il notaio , appuntamento al quale è importante arrivare preparati sia con un documento di Statuto aggiornato rispetto ad un oggetto sociale che includa elementi di beneficio comune previsti ad hoc, ma serve anche regolamentare le diverse casistitiche di gestione tra Soci, CDA, Admin ed eventuali investitori o altri stakeholders della caratteristica di Società Benefit.
    3. Dopodichè, una volta registrato l’atto ed effettuato eventualmente il cambio di denominazione societaria (es. “Merakyn SRL Benefit”),a partire dall’anno successivo l’azienda dovrà essere in grado di riportare tutti i propri avanzamenti rispetto agli obiettivi di impatto dentro la propria relazione d’impatto. Questo è un documento ufficiale dell’azienda che deve essere pubblicato di legge insieme al bilancio finanziario (quindi tipicamente entro giugno di ogni anno). Insieme agli obiettivi raggiunti in questo documento serve indicare annualmente anche i prossimi goal che decide di porsi l’azienda sempre dal punto di vista non finanzario ma del bene comune.

L’idea alla base di questo metodo è quella del “miglioramento continuo”, secondo la quale puoi migliorare prodotti e processi grazie a un’analisi costante della tua attività. Qualsiasi azienda può quindi potenzialmente diventare una Società Benefit, finché rispetta i requisiti che hai appena letto. Ricordiamo ancora di non confondere questo concetto e modello con quello delle BCorp, che vengono certificate in modo diverso e a cui dedicheremo a breve uno spazio dedicato come racconto dai nostri canali del blog e non solo.

In un articolo a parte, prossimamente, andremo anche a raccontare e dettagliare meglio il funzionamento della “relazione di impatto”, che comunque sintetizziamo a seguire.

Gli obblighi di una Società Benefit

L’unico vero e proprio obbligo di una “Società Benefit”, come dicevamo sopra, è quindi – una volta costuita – quello di pubblicare annualmente la relazione d’impatto. 

A differenza delle BCorp non viene infatti richiesto di rispettare requisiti particolarmente stringenti, tranne la pubblicazione annuale della relazione, che ha una funzione simile a quella di un mini-bilancio aziendale.

La relazione è meno strutturata di un bilancio, ma prevede che vengano dichiarati pubblicamente gli obiettivi aziendali e l’impegno a raggiungerli. Di conseguenza è un documento impugnabile tra i soci e stakeholders nel caso in cui non vengano rispettati i suoi termini.

Conclusione

Diventare una Società Benefit significa in conclusione seguire l’esempio di sempre più numerose aziende che hanno deciso di non fare del profitto la propria unica stella polare, ma che preferiscono equiparare la rilevanza della crescita economica con quella di contribuire ad un mondo migliore. 

Con impegno e costanza è possibile quindi trasformare l’impatto sociale del proprio business, lavorando in maniera sistematica al miglioramento della qualità del lavoro e delle relazioni professionali, oltre ad entrare nella comunità di aziende affini alla tua. A tal proposito evidenziamo un paio di reti particolarmente interessanti da questo punto di vista: AssoBenefit – l’Associazione Nazionale delle Società Benefit e Co2alizione, quest’ultima invece rappresenta un network di Società Benefit e/o BCorp – di cui fa parte anche la nostra agenzia Merakyn – che si sono ulteriormente impegnate nella sfida al Climate Change.

Se vuoi impegnarti per costruire un futuro più sostenibile e un mondo del lavoro più sano, potrebbe essere quindi stimolante cominciare un percorso di questo tipo. Per noi è stato così e siamo felici di poter contribuire ogni giorno di supportare altre aziende ad intraprendere lo stesso cammino tramite i nostri servizi nell’ambito con le competenze delle nostre Sustainability Consultant.

Se avessi quindi delle domande su come iniziare e/o cerchi consigli su come proseguire, siamo ad una mail di distanza da te.

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